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Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Aprile 2018 13:45
 

Meglio ascoltare certi allarmi.

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Prima che sia tardi.... 

Terrorismo, secondo Minniti allerta alta in Italia. Paoloni (Sap): «Sicurezza a rischio. Non basta presa di coscienza, bisogna investire sulle Forze dell’Ordine»

 Terrorismo, secondo Minniti allerta alta in Italia. Paoloni (Sap): «Sicurezza a rischio. Non basta presa di coscienza, bisogna investire sulle Forze dell’Ordine»

«Non basta la presa di coscienza da parte di Minniti, il quale ha detto che in Italia l’allerta terrorismo è più alta che mai. Occorre investire per equipaggiare in maniera idonea l’apparato della sicurezza sempre più debilitato» commenta così Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), le notizie circolate in queste ore in merito agli arresti avvenuti a Foggia e Torino di due militanti ideologici Isis, più una serie di perquisizioni a Ferrara.

«Gli organici sono carenti, solo in Polizia di Stato mancano 20.000 uomini, a fronte di 50.000 in tutte le Forze dell’Ordine; l’addestramento è carente e non sempre adeguato, così come carenti sono anche mezzi ed equipaggiamenti. Per non parlare della situazione sbarchi incontrollata. Se non si investe sulle Forze dell’Ordine – conclude Paoloni – la sicurezza in Italia è seriamente a rischio».

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Marzo 2018 16:47
 

Attenzione; certe idee non sono morte del tutto.

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Riprendiamo queste considerazioni di un sindaclaista di Polizia. Meditate, gente, meditate.

 

 

“Non sottovalutare certi segnali, vari e diversi, che si ripetono e si accompagnano ad una diffusa violenza dello scontro politico. Il clima non è buono” 

“Viviamo un momento storico in cui la violenza dello scontro politico si accompagna a manifestazioni varie e diffuse di aggressione e violazione delle regole, legali, civili, e di comune senso del rispetto    e dell’equilibrio. Il nuovo oltraggio che, arrecato al monumento dei caduti in via Fani, è rivolto   nel suo significato a figure politiche e istituzionali, comprese le nostre Vittime in divisa, è l’ennesimo grave episodio che interviene in un clima reso a tratti irrespirabile da chiari rigurgiti eversivi che,   con troppo agio, vengono tradotti in gesti violenti, verbali o fisici, nelle strade, nelle manifestazioni    di piazza, ai tavoli di certi convegni o presentazioni di libri, e persino sui media dove non di rado trova spazio chi pensa di poter rendere spiegabile, o peggio condivisibile, l’aggressione di Vittime   che hanno avuto la sola colpa di incarnare il rispetto delle Istituzioni democratiche. Oggi da noi parte l’ennesimo allarme a non sottovalutare tutto questo”.   Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia,   nel giorno in cui, è stato nuovamente imbrattato il monumento che ricorda le vittime dell’agguato avvenuto in via Fani, quando fu rapito dalle brigate rosse il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Sulla stele, che ricorda i nomi dei cinque uomini della scorta uccisi - Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi -, è stata dipinta la sigla BR   di colore rosso. Già un mese fa la targa era stata imbrattata e poi ripulita. Sulla base era stato scritto “Morte alle guardie” ed erano state disegnate due svastiche ai lati con spray nero.   La scritta fu poi rimossa prima dell’anniversario della strage, quando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato il monumento.  “Condividiamo pienamente - aggiunge Pianese - quanto affermato nei giorni scorsi da Lorenzo Biagi, figlio del giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Nuove Brigate Rosse, e rilanciamo in chiave   più generale il suo appello a non sottovalutare il pericolo, strisciante ma serio, che può annidarsi   in certi contesti di odio profondissimo verso lo Stato e chi lo rappresenta”.

 


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