IL LAMPEGGIANTE

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L'Antipolizia

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Lo sfregio sull'agente di Polizia morto sulla A1: "Maledetti poliziotti Buon Natale"

Questo inqualificabile commento è apparso sulla pagina facebook di un individuo (identificato dalla Polizia Postale, ma che non merita di essere citato con nome e cognome).

Il signore che ha ritenuto un atto di coraggio ed intelligenza questo spregevole gesto si riferiva al decesso avvenuto in servizo di un agente della Polizia Stradale di Guardamiglio, l'Assistente Capo Giuseppe Beolchi, a seguito di un impatto tra la vettura di servizio ed un autoarticolato.

Non vale la pena di attardarsi su questo triste personaggio, del quale speriamo non leggere mai più nessuno scritto di questo tenore, ma pare il caso di soffermersi sul clima che permette a tali imbecilli di gioire per la morte altrui e di manifestare pubblicamente il proprio rancore nei confronti delle Forze dell'Ordine.

Qualcuno, molto, ma molto più in alto di questo elemento "sfasato", sa in cuor suo d'avere responsabilità non solo oggettive, ma anche personali, agendo come parte attiva e ben integrata in quel partito che molti definiscono "dell'anti-polizia".

Si tratta di un movimento trasversale, nemmeno troppo sotterraneo, al punto che in manifestazioni d'ogni tipo (eventi sportivi inclusi) riecheggiano slogan e dichiarazioni al limite del sovversivo. Alcuni ben noti politici sfruttando ed alimentando subdolamente la risonanza mediaticita di alcuni episodi di cronaca, si sono fatti promotori di campagne il cui risultato potrà essere solo quello di ridurre notevolmente la capacità di produrre sicurezza da parte di Polizia, Carabinieri ed altre Forze dell'Ordine.

Queste teste pensanti hanno di sicuro un progetto, speriamo per la maggioranza non condivisibile, ma la loro propaganda trova facile accesso in certe zucche vuote; e i risultati si vedono.

Concludendo va riportato ad onor di cronaca che il "valoroso" autore del commento sopra menzionato è già stato deferito all'Autorità Giudiziaria; ai Magistrati tocca a questo punto individuare e reprimere con la giusta severità queste condotte. Stiamo in attesa.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Dicembre 2017 09:25
 

Un ricordo

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Nāssiriya 12 novembre 2003

C'è chi non vi ha dimenticato, ragazzi.
 

Sarà finita?

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Riprendiamo una notizia giunta pochi minuti fa; purtroppo ci vuole un attimo a trovarsi in guaio, se si agenti di Polizia o Carabinieri. Servono anni per arrivare all'assoluzione e nel frattempo ci sono fanatici che lanciano frecce avvelenate (e non solo) contro istituzioni e persone singole.  

"Assolti definitivamente in Cassazione i quattro poliziotti che dal giugno del 2011, dopo la morte del 51enne Michele Ferrulli, avvenuta durante le operazioni di arresto, hanno subito oltre ad un processo giudiziario, anche un vero e proprio processo mediatico e di disumanizzazione.

La quinta sezione penale della Cassazione, respinge i ricorsi dei legali dei familiari di Ferrulli e della Procura generale di Milano, contro la sentenza d’Appello, confermando le assoluzioni con la formula “il fatto non sussiste”.

«Sono proprio contento – commenta Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – questo è uno schiaffo in faccia al partito dell’Antipolizia che rimesta nella menzogna per poter raggiungere i propri obiettivi ideologici. Noi del Sap siamo per la massima trasparenza e per la massima garanzia nei riguardi dell’esercizio della funzione pubblica di cui siamo titolari – e prosegue – Per questo motivo abbiamo chiesto delle telecamere su ogni divisa, in ogni auto e nelle celle di sicurezza sotto il regolamento del garante della privacy, proprio perché non abbiamo nulla da temere».

Casi come quello Uva, come quello Ferrulli, come quello Narducci o come altri casi, sono la dimostrazione palese che si cerca per altri fini, a volte neppure molto nobili, di strumentalizzare l’operato delle Forze dell’Ordine.

«Purtroppo noi lavoriamo con la metà del cielo negativa e per forza di cose ci misuriamo spesso con eventi infausti che sfociano in eventi tragici – dice ancora Tonelli – accusare la Polizia sarebbe come accusare un medico ogni volta che in ospedale muore qualcuno. Non è accettabile questo atteggiamento che chiaramente ha delle radici profonde nella storia del nostro Paese. E’ atteggiamento autolesionista, è un atteggiamento che non ha nessuna ragione di dover esistere. Siamo noi i primi ad esigere la massima trasparenza nell’esercizio della nostra funzione. Non è accettabile tutta la strumentalizzazione che viene assolutamente fatta sul nostro operato. Adesso chi risarcirà i colleghi e le loro famiglie per il processo di disumanizzazione patito? Chi risarcirà le famiglie dalle ansie, dalla vergona, visto che sono stati additati come orchi, mostri?»

 


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