IL LAMPEGGIANTE

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C'è poco da stare allegri

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polizia caschi

Lo dice il Capo della Polizia, lo dicono i Sindacati, se ne sono accorti i cittadini e.......?

 

Ventimiglia. “In provincia di Imperia mancano 200 uomini per garantire un piano di sicurezza adeguato e far fronte anche l’emergenza Ventimiglia”. Senza fare troppi giri di parole, Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, il sindacato di polizia accende la lampadina dell’allarme anche in Riviera. “In tutta Italia mancano almeno 45 mila divise tra poliziotti, carabinieri e finanzieri – dice apertamente Tonelli – Su Imperia la situazione è pesante e la conosco bene. Ci sono carabinieri e non solo agenti che svolgono servizi al parco Roja per controllare gli immigrati fino a tarda ora e la mattina dopo sono già in caserma a svolgere gli abituali servizi del turno. L’età media, come ha ricordato anche il nostro capo Gabrielli, è di 48 anni. Ci sarebbe bisogno di nuove forze, ma la situazione alla fine è questa: si tagliano gli uffici, distaccamenti accorpati ad altri e gli arruolamenti del personale sono bloccati”.

Tonelli che ha raccolto le testimonianze non solo dei poliziotti ma anche dei carabinieri è categorico: “Non bastano le sole buone intenzioni, è necessario che sia assegnato, a stretto giro, nuovo personale in questa provincia per poter svolgere al meglio, nel rispetto della professione tutti i servizi a cui siamo demandati. Sono emersi preoccupanti situazioni di carenze. E’ assolutamente necessaria un’immediata e sostanziosa “iniezione” di risorse umane, anche perché diversi colleghi, avendo maturato i requisiti previsti, andranno in pensione, con ulteriore conseguente riduzione di personale che deve essere aggiunto all’impiego nei servizi “straordinari”, per le varie emergenze come quella appunto dei migranti”. Secondo il Sindacalista del Sap “I numerosi episodi di cronaca nera che si sono susseguono periodicamente sono il risultato delle politiche irresponsabili operate da chi, seguendo i diktat imposti dalla spending review, sta lesinando sulla sicurezza mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini”.

 

 
 

Un problema non da poco.......

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Un altro sindacato di Polizia mette il dito nella piaga; vediamo un po'.  
Agente precipitato, il Coisp: “Urgono norme che ci tutelino tenendo conto della specificità del nostro lavoro. Bene le proposte    di legge, ma non si può sempre attendere la tragedia perché se ne parli”    “Viviamo con enorme apprensione l’ennesima drammatica notizia del grave incidente di cui  è stato vittima il collega precipitato nel vuoto mentre era in servizio. Esprimiamo la massima solidarietà a lui ed alla sua famiglia, pregando che tutto vada nella maniera migliore.
Ma questa, purtroppo, è l’ennesima terribile occasione per tornare a rilevare quanto poco o nulla significhi, ancora, la parola specificità quando si parla del lavoro del personale del Comparto Sicurezza. L’ennesima occasione per rilevare, purtroppo, come ogni volta che avviene la tragedia  si riaccendono le voci, più o meno fondate e di buona fede, a proposito della necessità di creare   un sistema normativo che ci consenta di essere veramente tutelati nell’espletamento di un lavoro unico, che porta con sé rischi e conseguenze che non riguardano alcun altro lavoro. Bene, per carità,  le tante proposte di legge di cui stiamo sentendo e leggendo in questi giorni, ma non si può   e non si deve aspettare che un Poliziotto perda una mano o che un altro precipiti da un tetto  per ricordarsi che esistiamo e lavoriamo senza mezzi adeguati e soprattutto quasi senza tutele”.  Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo l’ultima notizia del grave incidente che ha coinvolto un Poliziotto rimasto ferito ieri durante lo sgombero di una palazzina abusivamente occupata in largo Loria a Roma, e finito in prognosi riservata ricoverato in terapia intensiva. Gli Agenti erano intervenuti per sgomberare la palazzina: durante il sopralluogo il poliziotto stava camminando su una grata quando quest’ultima ha ceduto e l’uomo è precipitato, procurandosi diverse fratture e ferite. Di poche settimane fa, invece,  l’altra gravissima notizia dell’artificiere che ha perso una mano a causa dello scoppio di un ordigno  a Firenze, e che ha rischiato di doversi pagare le cure specialistiche e la protesi della mano,  se non fosse stato per il pronto intervento del Dipartimento di Pubblica Sicurezza che gli ha garantito  la totale copertura delle spese mediche. “Ma non è concepibile che le nostre sorti siano affidate a singole iniziative di solidarietà - commenta Maccari -. Delle migliaia di Operatori della Sicurezza in tutta Italia, un numero inimmaginabile  per i non addetti ai lavori subisce quotidianamente gravi conseguenze a causa del servizio svolto.
Gli incidenti, di ogni tipo, sono all’ordine del giorno per noi. Conseguenze di ogni genere, da quelle fisiche a quelle psicologiche a quelle economiche a quelle familiari e personali. Si tratta di circostanze  cui nessun altro lavoratore è esposto, ed ecco cosa significa ‘specificità’ del nostro lavoro, ed ecco perché le medesime regole non possono valere per tutti, perché giustizia vuol dire gestire   in maniera diversa situazioni diverse”. “Auspichiamo che davvero i tanti interventi suggeriti da diversi esponenti della Politica al verificarsi   di terribili incidenti di servizio possano diventare presto realtà -conclude il Segretario Generale del Coisp-, senza dover attendere l’ennesima ‘ordinaria’ sciagura e nuove inconsistenti promesse”.
 


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