IL LAMPEGGIANTE

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Lutto

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Nicoletta Missiroli e Pietro Pezzi

due poliziotti
 

Vicenda amara; e si parla di tortura?

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Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la sentenza con cui la Corte di Cassazione ha disposto la REVOCA della condanna a 10 anni di reclusione a Bruno Contrada per concorso esterno in associazione mafiosa: “Rileviamo con assoluta amarezza, come da ultimo dimostra l’improvvido provvedimento a proposito del reato di tortura, che si continua a lavorare, piuttosto, nel senso di una continua caccia alle divise, proni al volere del subdolo partito dell’anti-polizia e senza alcuna seria considerazione per i rischi gravissimi e continui che continuiamo imperterriti a fronteggiare, ligi al dovere ma allo stesso tempo consci che il baratro è dietro ogni angolo, in ogni strada, in ogni piazza, ad ogni attività di servizio, dietro ad ogni menzogna detta per criminalizzarci, per neutralizzarci, per legarci le mani, per annientare la divisa che portiamo insieme a chi la veste ed all’autorevolezza delle istituzioni che essa rappresenta”.  “A un poliziotto come Contrada resta la forza della sua verità, la consapevolezza della propria correttezza, lo scudo dei propri principi, e una nuova battaglia da condurre per riabilitare la propria figura professionale, anche se nulla, mai, potrà ristorare la devastazione subita. A tutti noi resta, ingombrante e, ripeto, agghiacciante, lo spettro di ciò che la sua vicenda rappresenta, una tortura, questa sì vera e reale e insopportabile, che più di qualcuno anela di poter praticare contro gli appartenenti alle forze dell’ordine”.

 

Due segretari, stesse conclusioni.

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«L’approvazione della legge sul reato di tortura è il triste epilogo di una campagna di denigrazione e di attacco alle Forze dell’Ordine che dura ormai da anni». E’ quanto afferma Domenico Pianese (foto), Segretario Generale del COISP - il Sindacato Indipendente di Polizia. «Probabilmente neanche gli estensori del testo - prosegue Pianese - hanno davvero un’idea concreta dei danni che questa norma provocherà nella gestione concreta degli interventi di ordine pubblico. E’ così alto, infatti, il rischio di denunce strumentali da parte di soggetti su cui si è reso necessario un intervento coattivo, che per gli agenti delle Forze dell’Ordine diventerà impossibile fare il proprio lavoro. Il semplice uso della forza sarà inevitabilmente pretesto per porre in essere ritorsioni giudiziarie ai danni di agenti che hanno fatto solo il proprio dovere, e che si troveranno costretti ad affrontare lunghi e pesanti processi solo per scagionarsi, mentre nel frattempo le loro carriere verranno distrutte. Il nostro lavoro è quello di contrastare il crimine, garantire la sicurezza sul territorio, proteggere i cittadini, senza timore di mettere a rischio la nostra incolumità personale. Lo Stato deve però tutelare chi compie il proprio dovere, non lasciarlo esposto alle vendette di chi da carnefice non esiterà a porsi come vittima, con il favore di una legge che sembra avere l’unico scopo di ribaltare i ruoli e indicare nelle Forze dell’Ordine uno dei mali del Paese». «Una norma che a nostro avviso - conclude Pianese - presenta numerosi profili di incostituzionalità, e che non esiteremo a chiedere di sottoporre in via incidentale al vaglio della Consulta se il reato di tortura verrà contestato ad un agente impegnato in un’attività di servizio».
Bocciato senza appello il ddl che introduce il reato di tortura nell'ordinamento italiano dal segretario del S.A.P. (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli che, intervistato da Intelligonews, spara a zero sui contenuti della nuova legge approvata in via definitiva dalla Camera con 198 sì, 35 no e 104 astenuti. 
La Camera ha dato il via libera alla nuova legge sul reato di tortura. In questo modo si penalizzano le Forze dell'Ordine?
"E' stato concepito dalla nascita per sanzionare le forze di Polizia. E' un manifesto ideologico contro di noi. Era nato come reato proprio che poteva essere commesso solo da un Pubblico Ufficiale. Ad esempio un delinquente che sequestrava delle bambini in un altro Paese e le portava in Italia, gli bruciava i piedi per farle prostituire non era considerato reato di tortura. La legge è nata male. La tortura va sanzionata come tale, non come manifesto contro le forze di Polizia per bloccarle nelle loro azioni".
Perché il Parlamento ha fatto questa scelta?
"Il partito dell'antipolizia ha delle forti influenze è un buon collettore di voti e ci sono tutta una serie di movimenti, sia nella maggioranza sia nell'opposizione, che stringono l'occhiolino a questo partito. Sono un bottino di voti notevoli. La cosa disgustosa è che a farne le spese è la brava gente perché costringono all'immobilismo le forze dell'Ordine".
Anche Amnesty international ha detto "un passo in avanti ma non è una buona legge".
"Questa legge fa schifo. La prima parte della legge si è trasformata in reato comune, perché era troppo macroscopica la cosa ma mantiene la propria natura antipolizia. L'istigazione non accolta non è reato nel nostro ordinamento. A un'istigazione deve seguire un evento, ma se io dico "Se non mi dici dove ha nascosto la bambina sequestrata ti metto in carcere e butto la chiave", questa diventa una brutta sofferenza psicologica. Innanzitutto come è verificabile questa sofferenza psicologica? C'è uno strumento che lo rileva? Un conto sono i tagli, le abrasioni ma questa come si prova? Di che c... stiamo parlando"
Avete in mente qualche iniziativa di protesta?
"Certo, innanzitutto si dovranno assumere la responsabilità politica di fronte al Paese di questa "sporcaccionata". Mi riferisco anche a coloro che si sono astenuti e volevano una legge ancora peggiore. Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. In Parlamento ci sono i fiancheggiatori dei mascalzoni, i professionisti del disordine pubblico".

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Luglio 2017 07:48
 


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