IL LAMPEGGIANTE

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • UE - Direttiva e-Privacy

    Questo sito utilizza cookies per gestire le autenticazioni, la navigazione, e per altre funzioni con fini statistici. Utilizzando il nostro sito accetti il fatto che possiamo caricare questo tipo di cookies nel tuo dispositivo. In mancanza di accettazione alcune funzioni potrebbero non funzionare correttamente.

    Visualizza Privacy Policy e Note Legali

Lutto

E-mail Stampa PDF

 

 

 

Risultato immagine per bandiera tedesca

ICH BIN EIN BERLINER.

 

VUOTARE IL MARE CON UN COLINO (BUCATO)

E-mail Stampa PDF
Da un sito sindacale di Polizia; che dire?
A Milano e Pisa a causa di ritardi dei magistrati tornano liberi presunti assassino e terrorista, il Coisp: “Immani sacrifici delle Forze dell’Ordine andati in fumo e pari danno per la sicurezza dei cittadini”.

“Da Milano e da Pisa ancora notizie di cronaca giudiziaria letteralmente scandalose che suonano   come un orrendo sberleffo per le Forze dell’Ordine innanzitutto e, nei fatti, per tutti gli Italiani.  
A commettere dei reati, purtroppo, si fa molto in fretta. Ad indagare sui presunti responsabili assicurandoli alla Giustizia si fa il prima possibile, con immani sacrifici di uomini e donne   che vestendo la divisa rispettano quotidianamente il loro ufficio non solo con il senso del dovere   che li contraddistingue ma, oltre tutto, anche con il fiato sul collo di Istituzioni e collettività,   sempre buoni a pretendere risultati infischiandosene di quanto lavoro serva per ottenerli    e delle difficoltà e carenze con cui ci dobbiamo inesorabilmente scontrare.
Ma a giudicare quelli   che potrebbero essere i colpevoli? Ci vuole talmente tanto che troppo spesso tutti i risultati conseguiti da chi fa repressione e prevenzione, e cioè sicurezza, se ne vanno letteralmente in fumo.  
La frustrazione e la rabbia di chi dedica la vita a proteggere gli altri sono pari solo al conseguente pericolo che ne deriva per i cittadini”.   Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia commenta con parole di indignazione le notizie giunte da Milano e Pisa e relative a due procedimenti giudiziari di assoluta importanza, a carico di un presunto assassino e un presunto terrorista.  A Milano l’incredibile caso della richiesta di scarcerazione di Rocco Schirripa, presunto esecutore materiale dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, assassinato a colpi di pistola la sera del 26 giugno 1983 in via Sommacampagna, nei pressi della sua abitazione. Il pm di Milano    ha chiesto la revoca della misura della custodia cautelare in carcere per Schirripa, che così potrà tornare in libertà, poiché il processo è “affetto da irreparabile vizio procedurale”. “L’inutilizzabilità degli atti - ha spiegato il legale dei figli del magistrato, Fabio Repici - deriva dalla mancata richiesta  di riapertura delle indagini a suo carico che erano state archiviate nel 2001”. Schirripa era stato arrestato lo scorso dicembre, 32 anni dopo l'omicidio Caccia, sulla base di un'indagine nella quale erano state determinanti le conversazioni tra due boss calabresi intercettate grazie all'inserimento   di un virus informatico nello smartphone di uno di loro. Rinviato a giudizio per l'omicidio, l’uomo   ha sempre negato tutto. Adesso il colpo di scena che rischia di spazzare via tutta l'attività investigativa di questi anni. “Secondo quanto scrive il pubblico ministero - ha affermato in una nota l'avvocato Repici - il procedimento avviato a carico di Rocco Schirripa è affetto da un'irreparabile vizio procedurale compiuto dalla Procura della Repubblica di Milano (la mancata richiesta di autorizzazione al gip per la riapertura delle indagini nei confronti di Schirripa il quale per il delitto Caccia era già stato indagato e su richiesta della Procura della Repubblica archiviato il 21.2.2001) la cui ferale conseguenza è l'assoluta inutilizzabilità di ogni atto d'indagine e processuale compiuto nei confronti dell'imputato”.  A Pisa, poi, Jalal El Hanaoui, 26enne marocchino che risiede a Ponsacco (in provincia di Pisa), accusato di essere un estremista islamico che istiga al jihad, è stato rimesso in libertà prima  dello svolgimento del processo d’appello a suo carico perché la motivazione della Cassazione
che ne ha stabilito la pericolosità è arrivata troppo tardi. Jalal era stato arrestato dalla Digos di Pisa  e dalla Dda di Firenze nel 2015 dopo l’attenta analisi della sua attività sui social network che aveva consentito di verificare l'intensa propaganda a favore dei terroristi dello Stato islamico. A luglio,  in attesa del processo, erano già stati richiesti per il marocchino i domiciliari; poi, a settembre, l’assoluzione in primo grado da parte della Corte d’Assise di Pisa è valsa all’uomo la libertà (nonostante debba ancora essere celebrato l’appello) anche se la Corte di Cassazione, chiamata   a decidere su un ricorso contro il Tribunale del riesame di Firenze presentato dai difensori dell'immigrato, ha messo nero su bianco che l'attività di Jalal su Facebook va intesa come una “istigazione a commettere attentati terroristici in grado di provocare la morte di più persone”.                 
“Ha successo chi muore martire - scriveva Jalal su Facebook - chi cancella i peccati versando  il sangue entrerà in Paradiso”. E ancora: “Per alcuni sono assassini, per le mamme del Medio Oriente sono eroi”. Il provvedimento della Prima sezione penale della Cassazione è arrivato troppo tardi   dal momento che, come spiegato anche sui media, “l’udienza risale al 17 dicembre 2015 , ma le motivazioni sono state depositate il 3 novembre 2016, dopo che Jalal era stato appunto prima mandato ai domiciliari e poi assolto dalla Corte di Pisa”.  “Registriamo l’ennesima sconfitta per lo Stato e per i cittadini che abbiamo giurato di tutelare   e difendere - conclude Maccari -, l’ennesimo frustrante e addirittura straziante colpo di spugna all’impegno e al sacrificio di Servitori fedeli quanto insoddisfatti di un Sistema che non pare affatto ‘remare’ nella loro stessa direzione”.
 

Caino superstar (con buona pace d'Abele)

E-mail Stampa PDF

Aggiorniamoci sulla situazione immigrazione attraverso le dichiarazioni d'un sindacalista.

 

Di fronte a chi delinque un sistema troppo lasco che non ci aiuta a fare Sicurezza. Il nostro lavoro troppo spesso vanificato. Urgono nuovi strumenti e maggiore severità”.   “Troppo spesso, soprattutto in tema di immigrazione clandestina, abbiamo la sensazione di lottare contro i mulini a vento. Catturiamo malviventi ai quali non facciamo in tempo a mettere le manette che dobbiamo rimandarli in strada o a cui, nientemeno che, rappresentanti istituzionali evitano l’espulsione. Ma come è possibile fare sicurezza in questo modo? Come è nostro preciso mandato fare, diciamo ciò che i colleghi pensano ma non osano dire ad alta voce, né possono.    Il politicamente corretto non ci appartiene di norma, e meno che mai di fronte a circostanze francamente inaccettabili come quelle che quotidianamente, ormai, leggiamo sui giornali    o sperimentiamo nel nostro lavoro. O tutti quelli che sono deputati a garantire e difendere i diritti dei cittadini lavorano per andare nella medesima direzione, avendo il bene comune della gente come primo obiettivo, oppure il nostro lavoro finisce per essere continuamente vanificato,   e le problematiche legate all’immigrazione clandestina finiranno per travolgerci definitivamente”.   

Nuova dura reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alle ultime notizie che sul fronte immigrazione hanno riempito i titoli della cronaca giudiziaria nazionale. La prima proveniente dal Trevigiano, dove tre ladri albanesi provenienti dal vicino Pordenonese sono finiti con un’auto rubata nel fiume Livenza, poi, grazie   a un’operazione che ha richiesto un grande dispiegamento di uomini e mezzi, sono stati recuperati   e arrestati ma sono tornati subito in libertà per decisione del Tribunale di Pordenone, con una semplice denuncia per ricettazione. L’altra che riguarda un giostraio di etnia rom, già ben noto alle Forze dell’Ordine, che è stato nuovamente arrestato, questa volta sulla A4, l’autostrada che collega Milano a Venezia,    dopo un inseguimento con tanto di sparatoria. Si tratta di un uomo che l'ex ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, si è battuta per tirar fuori da un Cie nel 2014. Il giudice di pace di Modena all’epoca le diede ragione avvalendosi del fatto che, non essendo mai stato naturalizzato in Bosnia Erzegovina, non aveva alcun documento. Già allora, però, le pendenze giudiziarie in capo all’uomo avevano spinto la Questura a chiedere l’espulsione dall’Italia. “Gli strumenti normativi e amministrativi, e la fallimentare gestione più in generale dell’epocale fenomeno immigratorio di massa - conclude Maccari - ci vedono costretti ad una lotta impari contro soggetti che, grazie alla facilità con cui in Italia si può divenire dei veri e propri fantasmi    che si aggirano indisturbati, sono sempre più difficili da contrastare. Una cosa rispetto a cui   è indispensabile un forte giro di vite nei controlli e negli ingressi nel Paese, assieme a una maggiore severità nella risposta dello Stato di fronte alla commissione di reati. Questo perché, ovviamente,     la confusione generale non fa che aumentare i pericoli per la sicurezza e per i cittadini, che poi pagano le spese di un sistema che non può assomigliare a una rete smagliata… basta un nome per tutti, quello del giovane David Raggi, ammazzato da un immigrato che avrebbe dovuto essere espulso ma si trovava ancora in Italia quando lo ha sgozzato con una bottiglia rotta in mezzo a una strada”.

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Novembre 2016 10:52
 


Pagina 7 di 52

Contatore visite

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi23
mod_vvisit_counterIeri35
mod_vvisit_counterQuesta settimana272
mod_vvisit_counterSettimana scorsa593
mod_vvisit_counterQuesto mese1295
mod_vvisit_counterMese scorso3587
mod_vvisit_counterTotale351561

Ci sono: 21 guests online
Il Tuo IP: 54.234.45.10
 , 
Oggi: 18 Gen, 2018

Ultimi commenti

EVENTI in atto