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Intanto su questi casi cala il silenzio....

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POLIZIOTTI SCAGIONATI IN CASSAZIONE, MA CHISSENEFREGA?


Poliziotti definitivamente scagionati fino in Cassazione dopo la morte di un detenuto, il Coisp: “Ma ovviamente nessuno ne parla. E chi se ne frega? Non c’è notizia se non puoi andare contro le divise”.. Da Luigi Cignoni -  27 ottobre 2016   “Otto anni di inferno, ma dell’assoluzione di quattro onesti Poliziotti da accuse orrende ed oscene nessuno ne parla. E chi se ne frega? Che notizia è mai? Se di un Poliziotto non si può dire male, o non si può accusarlo vigliaccamente e violentemente, o non si può processarlo in piazza, a chi importa sapere di lui? Poliziotti assolti… un successo? Ma quando mai… gli sciocchi avvocati che li hanno difesi non hanno capito nulla. Non diventeranno mai famosi, Non avranno mai un premio nazionale, tipo il ‘Premio Borsellino’. Per contare qualcosa, in tv, sui giornali, in tribunale, in Parlamento o in piazza, delle Forze dell’Ordine si deve parlare male, si deve aizzare contro di loro tutta l’insofferenza e l’odio possibile, si deve sfruttare ogni buona occasione ed ogni dolore o lutto altrui per guadagnare titoli di giornali urlando alla tortura. Sciocchi avvocati difensori dei Poliziotti, non diventeranno mai ‘qualcuno’”. Questo il commento di Franco Maccari, segretario generale del Coisp, sindacato indipendente di Polizia.

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Novembre 2016 10:47
 

Mettere un punto di chiarezza (ogni tanto)

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Dopo tante polemiche, dopo tante esternazioni schierate (da tutte le parti) riprendiamo questo articolo preso da "il giornale". Poi, ognuno si faccia le sue opinioni.

 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/fermo-vera-storia-dellultr-gi-condannato-sinistra-1322240.html

Fermo, la vera storia dell'ultrà già condannato dalla sinistra

L'incrocio delle testimonianze, l'esame del dna, le contraddizioni della vedova: tutto quello che sappiamo sul caso di Fermo

Giuseppe De Lorenzo- Ven, 11/11/2016 - 18:31

Mancano pochi minuti alle 15.00 quando Amedeo Mancini pronuncia la frase che lo condanna (mediaticamente) ad essere il colpevole (razzista) della morte di Emmanuel Chidi Nnamdi. L'insulto alla vedova Chinyery (“scimmia”) fece indignare Maria Elena Boschi e Laura Boldrini.

Per Mancini omicidio o legittima difesa?

Così i testimoni smentiscono la vedova

Il mistero del Dna sul paletto

 

Mattarella parlò di “gravissimo episodio di intolleranza razziale”. Angelino Alfano addirittura rivendicò a sé la decisione della procura di accusare l'ultrà della Fermana di omicidio preterintenzionale. Eppure incrociando le testimonianze, i verbali, le prime analisi scientifiche sembra emergere una storia diversa. Eccola.

“Andate via, scimmie”

La vicenda ha molti punti ancora da chiarire. Di certo c'è che Emmanuel è morto. Il problema è capire come. Tutto inizia intorno alle 15.00, quando Mancini e l'amico (A.F.) sono alla fermata dell'autobus che dovrebbe portarli al mare. Un pomeriggio come un altro, finché Amedeo non vede Emmanuel e Chinyery camminare in via XX Settembre insieme ad un'altra persona. "Non ti sembra una scimmia?", dice Mancini ad una colf polacca che riferirà alla polizia di aver sentito la donna rispondere all'insulto con un sonoro “vaffanculo” e mostrare il dito medio. Botta e risposta. Come ne accadono molti al mondo. Poi Mancini, vedendoli “armeggiare su una macchina”, rincara la dose: “Andate via scimmie”.

Chi ha scatenato la rissa?

Amedeo oggi si morde la lingua. "Non lo ripeterei", si batte il petto costretto ai domiciliari. Ma non poteva immaginare che i tre migranti, dopo essersi allontanati, sarebbero tornati sui loro passi per scatenare un'aggressione. Secondo i testimoni, Emmanuel e Chinyery impedirono all'ultrà di salire sul bus. Sono le 15.04. “La donna ha cominciato a gridare verso di noi”, ricorda A.F. L'autista e la bigliettaia confermeranno di aver visto i due nigeriani più vicini alla portiera dell'autobus, come se stessero impedendo a Mancini di salire.

“Mi vuoi ammazzare?”

Non appena il bus riparte, scatta la colluttazione la cui paternità è attribuita da più di un testimone alla vedova. Una volontaria del centro di accoglienza, P.L., dichiarerà di aver sentito Mancini gridare “Mi vuoi picchiare?”. Infatti Emmanuel lo colpisce con calci e pungi. A dimostrare che Amedeo non avrebbe voluto aggredire i nigeriani ci sono le dichiarazioni di A.F. e di un'altra testimone (T.M.) secondo cui l'ultrà arretra di oltre 20 metri. Tanti, ma non sufficienti. Il nigeriano allora sradica un palo della segnaletica stradale e lo scaglia contro Mancini. L'incrocio dei verbali di tre testimoni e l'autopsia smentiranno la vedova che invece accusa Amedeo di aver colpito Emmanuel col palo. "Hanno picchiato l'uomo bianco per 4 o 5 minuti", conferma P.B., arrivata sul posto con l'auto.

Mancini allora cade in terra. Chinyery è fuori di sé e secondo due teste “salta addosso” all'ultrà riverso a terra. Lo graffia, forse addirittura lo morde. L'ispezione medico legale confermerà sul corpo di Amedeo la presenza di graffi ed ematomi. Una scena talmente violenta che alle 15.07 P.B. chiama i carabinieri urlando “lo ammazzano, lo ammazzano”.

La vera storia del nigeriano ucciso a Fermo

La morte di Emmanuel

Il momento chiave è quello successivo alla caduta dell'ultrà. M.T. mette a verbale che a questo punto “il ragazzo di colore fa per allontanarsi”, poi viene “raggiunto da Amedeo Mancini e tra i due inizia una scazzottata" a seguito della quale "l’uomo di colore cade a terra”. Secondo la procura, Amedeo rincorrendo Emmanuel si sarebbe trasformato da aggredito ad aggressore. In realtà, la stessa testimone dirà successivamente di non poter "precisare se uno dei contendenti volesse allontanarsi dall'altro". Ma su questo punto si giocherà l'intero processo ed è ancora da chiarire.

Quando Mancini torna in piedi, i due ricominciano a menar le mani. L'amico dell'ultrà cerca di fermarli, ma Chinyary "lo prende a scarpate". La volontaria tenta di interrompere l'irruenza di Emmanuel urlando “stop, enought” e in quell'istante vede Chinyery colpire sulla testa Amedeo con una scarpa.

"Legittima difesa"

Secondo la difesa “il cazzotto dell'ultrà è da iscriversi in un tentativo di legittima difesa visto che si sentiva braccato davanti da Emmanuel e aggredito da dietro da Chinyery”. Deve liberarsi. E così colpisce l'uomo. “Non mi hanno lasciato via d'uscita”, dirà Mancini in una lettera spedita dal carcere. Per il pm invece non era necessario, quindi si tratta di omicidio preterintenzionale.

Nessuno peraltro ha visto distintamente il pugno. L'autopsia, resa pubblica ieri, dimostra che è stato un colpo "di energia moderata" e non ha provocato la morte, causata invece dalla caduta sul marciapiede. Due vigili arrivano quando il nigeriano è ancora in piedi e non mostra segni di malessere evidente. Poi crolla in terra e muore. L'unico punto certo di una storia che avrà bisogno di diversi gradi di giudizio prima di vedere la parola fine. Quella che Boldrini e tutta la sinistra avevano già scritto pochi minuti dopo la morte di Emmanuel.

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Novembre 2016 12:15
 

VISSI D'ARTE......Ovvero la bontà dei "buoni"

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“SBIRRO DI CONFINE, MUORI AMMAZZATO, STRONZO”: ECCO IL VERO VOLTO DI CHI PREDICA  LA SOLIDARIETA’ E PRATICA L’ODIO   

“L’hanno chiamata Festa Solidale, in realtà la manifestazione organizzata davanti alla caserma Montello di Milano è stata il trionfo dell’odio contro le Forze dell’Ordine, culminata con l’auspicio da parte di un rapper della morte             degli Agenti impegnati nei servizi di sicurezza ai confini: ‘Sbirro di confine, muori ammazzato, stronzo”, sono le parole urlate al microfono tra il consenso generale degli altri manifestanti”. Ecco il vero volto di chi predica la solidarietà  e l’accoglienza, ma in realtà predica l’odio e desidera il sangue di chi veste  una divisa. Ecco chi sono le persone che accogliamo amorevolmente nel nostro Paese con la favola dell’arricchimento culturale, quando troppo spesso l’unica cultura che importiamo è quella della violenza e dell’intolleranza”. 

E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP   - il Sindacato Indipendente di Polizia. “Alla manifestazione di Milano  - prosegue Maccari - hanno aderito una serie di sigle ormai federate nel partito dell’Anti-Polizia, che non solo hanno favorito l’ennesima dimostrazione  di intolleranza contro le Forze dell’Ordine, fatte oggetto di insulti ed invettive violente, ma si sono schierate apertamente anche contro i cittadini,  facendosi beffa delle loro fondate paure e del loro bisogno di sicurezza. 

Dove sono le organizzazioni umanitarie, i tg satirici, quando i cittadini vengono dileggiati dai predicatori della solidarietà e gli “sbirri” vengono chiamati assassini e condannati a morte a ritmo di musica? Il loro silenzio non può essere condiviso dal COISP. Infatti abbiamo già dato mandato ai nostri legali affinché procedano per le vie legali nei confronti del rapper e dei suoi sostenitori, sia per i profili diffamatori delle sue espressioni, sia per la forza minacciosa nei confronti dell’incolumità degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine”.

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Novembre 2016 09:53
 


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