IL LAMPEGGIANTE

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Amnesty......un commento da parte di un poliziotto

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Al partito dell’anti-polizia si iscrive a pieno titolo (ma non da ora, a ben vedere) anche la nota organizzazione mondiale che lotta per la difesa dei diritti umani. Tanto per cambiare, infatti, volendo indagare sul problema che più di tutti affligge la società italiana in questo momento ha pensato bene di puntare il dito sulle Forze dell’Ordine. È noto che attorno al fenomeno degli sbarchi di immigrati sulle nostre coste ruotano i criminali arricchiti dalle traversate, alcuni appalti e gestioni dei centri accoglienza messi nel mirino dai giudici, il fallimento dei trattati internazionali, il collasso della macchina burocratica, ma per loro il grande problema sono 24 casi riportati da altrettanti poveri disperati, episodi privi di qualunque riscontro attendibile e, soprattutto, imperniati su particolari a dir poco ridicoli come l’uso di bastoni elettrici e pinze a tre punte. In realtà, come da mesi riportano anche gli organi d’informazione, i nostri colleghi svolgono interminabili e massacranti turni di servizio nei porti di arrivo dei barconi e provvedono ad identificare gli immigrati, spesso riluttanti, con le
corrette modalità e sotto gli occhi dei volontari appartenenti alle organizzazioni umanitarie e dei mediatori culturali. Ma sparare (baggianate) contro i poliziotti è lo sport preferito degli allergici alle divise, soprattutto quando si può spendere gratuitamente l’accusa di presunte torture. Ma l’impegno e la passione dei poliziotti che lavorano nella trincea degli sbarchi, ben descritti nella lettera del collega di Cagliari pubblicata su il Giornale il 18 settembre u.s. e sul nostro sito, non meritano tutto questo, perciò il SAP invierà a tutte le Procure interessate un esposto sulle affermazioni di Amnesty International.

 

Quanto tempo deve passare ancora?

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Ecco cosa succede in Italia; ci pare interessante apprendere da un comunicato sindacale che persino le soluzioni più semplici e meno costose, non trovano risposta in tempi decenti.  

 

 

POLIZIOTTI AGGREDITI A COLPI DI SPRANGA A PALERMO DA UN EXTRACOMUNITARIO, IL COISP: STANCHI DI ANDARE  AL MASSACRO, CI VENGANO FORNITI IN DOTAZIONE STRUMENTI NON LETALI COME TASER E SPRAY URTICANTI…..  

“Esprimiamo la nostra solidarietà ai due poliziotti delle Volanti aggrediti a colpi   di spranga a Palermo da un extracomunitario durante un intervento per furto”.            

  E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP - il Sindacato Indipendente di Polizia, che prosegue: “I due colleghi, un uomo e una donna,  sono stati colpiti con incredibile violenza dall’uomo, senza potersi difendere. Continuiamo a denunciare inutilmente che gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine  sono costretti ad affrontare a mani nude i continui episodi di violenza che si verificano ogni giorno in tutto il Paese. La pistola d’ordinanza è totalmente inutile,   se non addirittura pericolosa, quando si tratta di affrontare balordi e delinquenti      di ogni risma. Avere a disposizione un dispositivo non letale come un taser   o uno spray urticante avrebbe forse consentito ai due colleghi di Palermo   di poter operare in sicurezza, difendendosi senza pregiudicare la propria incolumità   e quella dell’aggressore. Dopo anni e anni di sperimentazione, non è più possibile   che la burocrazia abbia la meglio sulla sicurezza di chi ogni giorno è in strada   a contrastare la delinquenza. Siamo stanchi di andare al massacro. Siamo stanchi   di dovere accompagnare ogni giorno i nostri colleghi in ospedale, spesso aggrediti    da extracomunitari violenti, mentre la politica propaganda una visione romantica  e buonista del fenomeno immigrazione, e mentre i cittadini perdono il diritto di vivere serenamente nelle proprie città e sono costretti a restare chiusi in casa per evitare aggressioni, furti ed ogni altro genere di pericolo. Ai nostri colleghi di Palermo              – conclude Maccari – rivolgiamo gli auguri di pronta guarigione”.

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Novembre 2016 09:00
 

Stati d'animo

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Riportiamo una lettera al direttore de "Il Mattino" inviata da un rappresentante sindacale che fa le sue considerazioni sui recenti accadimenti di Napoli.

Carissimo Direttore, all’indomani degli scontri che a Napoli hanno coinvolto agenti di polizia e manifestanti, è tornato prepotente il j’accuse di una parte dell’opinione pubblica che, con la lingua affilata nei pregiudizi, punta il dito contro le Forze dell’Ordine. Non sarebbe neanche una ‘notizia’, questa, proprio perché siamo abituati ad essere un bersaglio da colpire. E non sarebbe una ‘notizia’ neppure ribadire che i dissensi in piazza si potrebbero manifestare in maniera pacifica. Non siamo qui a fare le vittime né vogliamo essere idolatrati come eroi. E non vogliamo neppure, per dirla con Pasolini, ribadire che “i poliziotti sono figli di poveri” che per pochi spiccioli rischiano la vita: non sarebbe uno scoop neanche questo. Vogliamo solo scrivere a chi, con la puzza sotto il naso e sempre dalla parte di chi difende il “sacro teppismo” è pronto a crocifiggerci. I militanti del partito dell’Anti-polizia (di cui è pieno il Parlamento purtroppo!) sono sempre in prima linea nel ‘lancio dell’accusa’ contro gli agenti, rei di difendere lo Stato e le istituzioni e di doversi schierare, vista la divisa che indossano, dalla parte dello Stato. Noi agenti spesso difendiamo gli uomini delle istituzioni dagli attacchi dei manifestanti. Quegli stessi uomini di quelle stesse istituzioni sorde e cieche di fronte alle richieste d’aiuto o di un trattamento professionale migliore. I poliziotti, quelli accusati di aver usato la forza contro i manifestati che attaccavano il premier - nonostante siano bistrattati dal governo, nonostante abbiano un contratto bloccato dal 2011, siano costretti a lavorare senza mezzi, senza strutture, senza divise, con i giubbetti antiproiettile scaduti e con i caschi marci - non si sono mai tirati indietro di fronte al servizio anche se, glielo dico fuori dai denti direttore, si sarebbero volentieri schierati dall’altra parte della barricata per manifestare il proprio dissenso. Il Sap, il sindacato che ho l’onore di guidare, ha una posizione accanitamente critica contro le politiche di questo governo nei confronti del comparto sicurezza, ma non per questo i nostri agenti impegnati negli scontri hanno incrociato le braccia. Le Forze di Polizia garantiscono l’ordine pubblico e la sicurezza di tutta la brava gente di questo Paese, che ha il pieno diritto ad essere tutelata di fronte agli eccessi. Questi ennesimi scontri e questa ennesima non-notizia, auspichiamo possa servire a far capire l’importanza delle proposte che avanziamo da anni, tra cui l’introduzione di micro-camere sulle divise di tutti gli agenti al fine di poterci assumere tutte le nostre responsabilità ed evitare che i processi, anche morali, si protraggano per anni. Ma la proposta a molti non piace. Chissà, forse perché farebbe crollare tanti teoremi sulla brutalità dei poliziotti e svelerebbe i comportamenti non sempre irreprensibili di chi manifesta... *

 

Gianni Tonelli

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Settembre 2016 07:01
 


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