IL LAMPEGGIANTE

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Addio ad un protagonista

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Risultato immagine per bandiera a lutto

CARLO AZELIO CIAMPI

9 dicembre 1920 - 16 settembre 2106

 

DOVE SONO FINITE LE FEMMINISTE?

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Dalla testata "LIBERO".....  

 

Troppi immigrati e violenza: la stazione vietata alle donne - Legnago è una cittadina in provincia di Verona. Bassa estrema. Molti la ricordano perché ha dato i natali al compositore Antonio Salieri e perché era una delle roccaforti del quadrilatero di austriaca memoria. È un crocevia di varie province e regioni: dista 45 chilometri da Vicenza, poco più di sessanta da Padova, una cinquantina da Rovigo, poco più che 40 da Mantova e 42 dalla città di Giulietta. Proprio per questa posizione strategica è dotata di una stazione ferroviaria minimamente decente: è un centro di scambio per molti pendolari, lavoratori e studenti. In questi giorni di afa - e Legnago è una delle capitali mondiali dell' afa - la  stazione è un luogo dimenticato da Dio. Sole da morire, aria irrespirabile. Sembra il far west, caldo e solitario. Ma proprio questa solitudine genera insicurezza e pericolo. Ma soprattutto impotenza. Perché chi sbaglia non paga e chi invece ci difende finisce all' ospedale.  Nell' ultima settimana si sono verificati due episodi inquietanti. Il primo: 15 luglio. Una ventunenne scende dal treno. È quasi sera. Un coetaneo maghrebino la rincorre e la palpeggia ovunque. Lei riesce a scappare, piangendo, fuori dalla stazione, dove la aspetta il fratello. Il ragazzo chiama subito i Carabinieri. Arrivano poco dopo, individuano il molestatore e lo rincorrono fra i binari. Nasce una colluttazione. Alla fine l' africano, residente in un vicino paese della provincia di Padova, è arrestato. Il costo umano però è molto alto: un carabiniere riporta una contusione alla spalla, l' altro si rompe una costola. Il maghrebino? È condannato per direttissima il giorno dopo per quella che, benché lieve, è una violenza sessuale. Ma subito viene scarcerato. Secondo episodio: 19 luglio. Sulla banchina si ferma un convoglio proveniente dal Padovano e diretto a Mantova. Tra i vagoni c' è un extracomunitario che infastidisce chiunque. Il personale ferroviario chiama i carabinieri. I militari arrivano al binario, salgono sul vagone e tirano giù il disturbatore. Tutto finito? No. Lo straniero aggredisce gli agenti, tentando di strappare la pistola a un appuntato, inneggia all' Isis, al terrorismo e minaccia di far saltare una bomba. Fortunatamente il carabiniere è un esperto di arti marziali. Con una mossa lo blocca, peccato che l' immigrato lo morda violentemente al braccio. Comunque sia si procede all' arresto e al processo per direttissima di quello che viene identificato come un tunisino trentenne, senza fissa dimora e pluripregiudicato: condannato a dieci mesi. Tuttavia viene subito rimesso in libertà con il divieto di ritorno nella provincia di Verona. Capirai… Inevitabile che nella zona di Legnago ormai sia scattata la paura, soprattutto fra le donne. Il sindaco, una signora del Pd, e la polizia locale invitano così il gentil sesso a recarsi in stazione «accompagnate». Scoppia il putiferio. Ragazze e mamme dicono: non possiamo girare con il body guard, siamo al ridicolo. La giunta e i vigili cercano di dare spiegazioni, di correre ai ripari. Ma a cosa servono le polemiche pseudo-politiche? Qui siamo in presenza di un bilancio terribile: in stazione a Legnago, dove sta per chiudere anche un commissariato della Polfer, la sicurezza non esiste più. I vigili possono solo chiamare aiuto, perché sono più abituati a far le multe che a rincorrere i delinquenti. I carabinieri, che in una sola settimana contano addirittura tre feriti sul campo, non possono intervenire con fermezza perché altrimenti i fan della Boldrini invocano il reato di tortura. I giudici condannano anche ma, tra depenalizzazioni varie e carceri sovraffollate, i molestatori tornano in libertà. I politici non contano più niente. Tanto che proprio nella zona di Legnago arriveranno a breve 500 profughi da sistemare, ovviamente, a spese del contribuente. Purtroppo quello che è successo a Legnago accade in altre decine di centri della pianura padana e dell' Italia intera: delinquenti liberi, cittadini impauriti, agenti feriti e presi in giro. Ma la cosa peggiore è che non paga nessuno. Così paghiamo tutti. 

 

di Giuliano Zulin

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Settembre 2016 09:37
 

Proprio una bella situazione......

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Riteniamo utile riprendere questo comunicato sindacale, che ben rende conto dello stato delle cose. 

 

   “Il lavoro dei Poliziotti italiani sta diventando ogni giorno di più una lotta impari contro un crimine ed un degrado sociale che non ci risparmiano ma, anzi, fanno ancor più vittime di un tempo, quando persino il ‘malvivente’ comune aveva una qualche remora ad inferire su chi portava la divisa. Oggi, invece, si moltiplicano i nostri feriti,   i nostri morti, eppure noi siamo completamente senza tutele indispensabili, come un numero di uomini sufficiente, strumenti di lavoro appropriati, dotazioni minime ma efficaci, coperture legali, protocolli operativi, garanzie  per la nostra salute.            

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo una giornata di “ordinaria follia” che ha visto il consueto corposo numero di Poliziotti rimasti feriti in servizio, “e comunque              - spiega Maccari - esposti ad eventi i cui rischi si sarebbero potuti evitare con estrema facilità se solo i colleghi avessero potuto contare su pochi, economici e basilari strumenti”. Ben 5 i Poliziotti rimasti feriti a Firenze, dove un 34enne marocchino sottoposto all’obbligo di presentazione   alla polizia giudiziaria ha dato in escandescenze all’interno degli uffici perché non voleva restare ad aspettare  il suo turno per la firma, ha quindi cominciato ad insultare gli Agenti scagliandosi poi contro di loro e colpendoli  a calci e pugni con tale violenza da causare loro lesioni importanti.   A Milano, invece, un furto in abitazione si è trasformato poi in un’aggressione contro i Poliziotti intervenuti,  dopo che uno dei ladri, un cileno di 32 anni, fuggendo si è ferito ad un labbro ed a quel punto ha cominciato  a infierire sugli Agenti, colpendone uno con un cacciavite usato come un coltello e sputando loro addosso sangue.  Non meno pericolosa un’altra vicenda verificatasi a Milano, dove un albanese di 27 anni pluripregiudicato, ritenuto appartenente ad una banda internazionale di ladri d’auto di pregio, fuggendo ai Carabinieri    che lo inseguivano, prima ha esploso al loro indirizzo quattro colpi da una pistola rubata e poi, per un errore fatale, dopo essere inciampato si è sparato al mento morendo sul colpo.   “Ci piace sottolineare - rimarca Maccari - come i colleghi di Milano si siano trovati nell’assurda situazione  di provare terrore a rispondere al fuoco nonostante il fuggitivo avesse sparato loro addosso. E lo facciamo certamente non felici di questo, perchè avere un’arma di servizio dovrà pure avere un senso, specialmente  se si considera che un delinquente che spara può colpire chiunque e che rispondere può dover essere una necessità, al di là delle vergognose campagne di criminalizzazione che subiamo. E non a caso abbiamo lanciato il dibattito attraverso l’hashtag #voicosafareste”.  “Non parliamo poi - conclude il Segretario Generale del Coisp - dell’ignominioso atteggiamento di chi osa puntare il dito contro di noi criticando continuamente il nostro operato quando nessuno è in grado di alzare  quello stesso dito per darci almeno strumenti alternativi di lavoro, che non ci impongano di dover scegliere  fra la pistola, le mani o il soccombere. Ancora aspettiamo uno squallidissimo e poverissimo spray antiaggressione che certamente ci eviterebbe nel 70 per cento dei casi contatti pericolosissimi con chi ci vuole aggredire. 

Ancora aspettiamo taser, protocolli operativi chiari, norme che ci garantiscano, e tutele legali che non possiamo neppure sognare. L’unica cosa che non ci manca mai sono i feriti, i morti, e le vigliacche continue critiche                    di chi non si è mai trovato con un cacciavite infilato nel corpo”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Agosto 2016 06:30
 


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