IL LAMPEGGIANTE

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Vicenda amara; e si parla di tortura?

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Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la sentenza con cui la Corte di Cassazione ha disposto la REVOCA della condanna a 10 anni di reclusione a Bruno Contrada per concorso esterno in associazione mafiosa: “Rileviamo con assoluta amarezza, come da ultimo dimostra l’improvvido provvedimento a proposito del reato di tortura, che si continua a lavorare, piuttosto, nel senso di una continua caccia alle divise, proni al volere del subdolo partito dell’anti-polizia e senza alcuna seria considerazione per i rischi gravissimi e continui che continuiamo imperterriti a fronteggiare, ligi al dovere ma allo stesso tempo consci che il baratro è dietro ogni angolo, in ogni strada, in ogni piazza, ad ogni attività di servizio, dietro ad ogni menzogna detta per criminalizzarci, per neutralizzarci, per legarci le mani, per annientare la divisa che portiamo insieme a chi la veste ed all’autorevolezza delle istituzioni che essa rappresenta”.  “A un poliziotto come Contrada resta la forza della sua verità, la consapevolezza della propria correttezza, lo scudo dei propri principi, e una nuova battaglia da condurre per riabilitare la propria figura professionale, anche se nulla, mai, potrà ristorare la devastazione subita. A tutti noi resta, ingombrante e, ripeto, agghiacciante, lo spettro di ciò che la sua vicenda rappresenta, una tortura, questa sì vera e reale e insopportabile, che più di qualcuno anela di poter praticare contro gli appartenenti alle forze dell’ordine”.

 

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